La domanda intorno alla funzione del teatro, al suo senso ultimo, contrassegna la storia dell’uomo sin dalle sue origini; luogo di raccoglimento, di riflessione, di protesta, la scena sembra assolvere ad una funzione ben specifica a seconda di chi l’abita. In tal senso, Eduardo Scarpetta va iscritto in quel cenacolo di donne e uomini che vissero il teatro come strumento per assolvere ad un’urgenza primaria: essere cantori del proprio tempo.
Con lui giunge a Napoli un vento riformatore europeo che spazza via gli antichi canoni della scena partenopea ponendo le basi per la nascita della drammaturgia napoletana moderna. Per la prima volta, imprenditorialità, innovazione ed arte procedono di pari passo. Grande è il consenso raccolto dalle sue commedie borghesi in vernacolo per la professionalità degli interpreti, le scrupolose mise en scene ed un corpus drammaturgico in cui il pathos non declina nel patetico ma accende l’invenzione comica.

Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.